TERESA

TERESA


La mia vita è cambiata.
Nulla sarà più lo stesso ormai ma soprattutto nessuno,potrà restituirmi la vecchia Teresa. Ci ho messo ore d’avanti a quello specchio,per trovare la forza e la volontà di sollevare quella canotta sporca da giorni di disinfettante. Un odore acre,fastidioso..talmente forte da bruciare le narici. Quattro lunghi tubi cadere giù agli estremi delle mie braccia contenenti siero e sangue,costantemente attaccati alla mia pelle. I lividi,le cicatrici e quella sensazione di vuoto così profondo da scavare fin dentro il torace. La difficoltà di muovere perfettamente gli arti superiori o semplicemente di sollevare il più stupido degli oggetti. Nessuna parola riuscirebbe a spiegare in modo perfetto o meglio ancora reale,quello che si prova quando il cancro decide di strapparti via parte della tua femminilità. Quando incombe nella tua vita senza chiedere alcun permesso e fa ogni cosa come ritiene più giusto. Con cattiveria,brutalità e senza riserve. Ho avuto un cancro al seno e ho dovuto subire tutte le controversie del caso. Ho affrontato chemioterapie,radio e ho perso le mestruazioni nel pieno della mia adolescenza. Mi sono svegliata da un sogno meraviglioso quale la mia bellissima e vecchia vita,ed ho scoperto che ben presto avrei dovuto affrontarne una nuova: un vero e proprio incubo. Non mi hanno spiegato nulla su ciò che sarebbe stato. Così ho fatto i conti con le notti insonne,con la perdita dei capelli e il gonfiore perenne. Con il viso spento e stanco,le nausee ad ogni ora del giorno e tutte le controindicazioni di farmaci e terapie. Dentro di me però non ho mai perso la voglia di sperare che giorni migliori sarebbero arrivati. Ho cominciato a guardare agli specchi non più come nemici ma validi alleati con cui tornare a convivere. Mi divertivo a truccarmi in qualsiasi momento della giornata fino a documentare ciò che accadeva di volta in volta,dando coraggio a chi mi seguiva e sosteneva. Ho ripreso a volermi bene ed accettarmi nonostante il mutamento fisico e l’aspetto cambiato. Ho cercato il buono di ciò che mi era accaduto pensando a chi,diversamente da me,era stato meno fortunato. Grazie a questa linea di pensiero e ad un lavoro immenso che ho attuato da sola su me stessa,la mia vita pian piano si è rimessa in moto. Ho dato un valore diverso ad ogni cosa vivendo la mia quotidianità con un atteggiamento diverso. Ho preso coscienza della malattia,delle paure che da essa ne derivano fino a comprendere che non devono mai sopraffare la bellezza di ciò che resta e che dobbiamo continuare a viverci al meglio!Non siamo mutilate,malate o diverse. Siamo solo più speciali. Dobbiamo capire che ogni cosa che ci accade,anche la più tremenda o difficile da accettare,ha una valida ragione per irrompere nella nostra esistenza.Arriva per insegnarci qualcosa,per farci crescere e soprattutto perché siamo assolutamente in grado di affrontarla. Ho smesso di essere arrabbiata con la mia vita nello stesso istante in cui la mia famiglia mi ha chiesto di dargli forza.Lí ho capito che avevo il dovere di combattere e di affrontare tutto a testa alta,senza vergognarmi di niente di ciò che gli altri vedevano dall’esterno. Quest’esperienza mi ha cambiata per sempre,non solo fuori ma soprattutto dentro.Quello che so è che non si può tornare indietro ma solo guardare avanti. L’unico vero modo per farlo è trasformando tutte le cose brutte nelle cose belle che vogliamo raggiungere. Per il futuro e per la vita che sognami di vivere e per i progetti che possiamo sostenere e che ci siamo preposte di ottenere. Vedere la malattia come una parentesi di quello che è il nostro percorso qui sulla terra. Nessuno è immune da drammi o sofferenze. Ci sono persone che combattono cose ancor più terribili eppure non perdono mai il sorriso.