Predizione della risposta alla chemioterapia nel tumore al seno

Analisi avanzata di immagini diagnostiche PET/TAC, esami del sangue alla ricerca di particolari marcatori di cellule tumorali, studio del microbiota intestinale ed extraintestinale, ovvero dell’insieme dei microorganismi presenti nell’intestino e non solo. Tre tecniche, un unico fine: predire la risposta al trattamento chemioterapico preoperatorio per il tumore alla mammella, non esente da effetti collaterali come perdita di capelli, nausea e disturbi gastrointestinali, al fine di poterlo somministrare solo alle pazienti che risultano responsive alla terapia. E’ questo l’obiettivo del progetto portato avanti dalla dott.ssa Rita De Sanctis, oncologa e ricercatrice del Cancer Center di Humanitas.

Gli obiettivi della Ricerca Humanitas

Lo scopo del progetto è predire la risposta alla chemioterapia preoperatoria per il tumore mammario, prima dell’avvio della terapia stessa. Allo scopo di valutare la diffusione e l’estensione di un tumore, ogni paziente viene sottoposto ad esami di diagnostica per immagini, attraverso i quali è possibile osservare aree del corpo umano non visibili dall’esterno, e i dati derivanti dall’analisi avanzata di tali immagini possono fornire importanti informazioni in merito alla natura del tumore, sulla prognosi e la terapia del paziente.

Rischio recidiva e sopravvivenza

E’ stato ormai dimostrato che le pazienti responsive al trattamento preoperatorio standard hanno migliore prognosi, una volta operate, in termini sia di rischio di recidiva che di sopravvivenza. Le pazienti che, invece, non rispondono a tale chemioterapia pre-operatoria risultano avere, anche dopo l’operazione di asportazione del tumore, un maggior rischio di recidiva e di minor sopravvivenza. “Vorremmo quindi meglio comprendere – continua la dottoressa De Sanctis – quali sono le caratteristiche che identificano e differenziano le pazienti ‘responder’ da quelle ‘non responder‘, per conoscere in anticipo qual è la migliore strategia terapeutica per ogni singola paziente”.

Status progetto

Il progetto è stato avviato nel mese di Agosto 2019 e ha una durata prevista di 3 anni. Al momento sono state arruolate le prime pazienti e sono in corso le prime analisi preliminari. Nel progetto verranno arruolate circa cento pazienti. “Capire quali caratteristiche identificano precocemente una paziente responsiva al trattamento chemioterapico preoperatorio – spiega la studiosa – ci permetterà di utilizzare questa terapia in modo mirato evitando la somministrazione (e le conseguenti inutili tossicità) alle pazienti ‘non responder’, per le quali potremo proporre in alternativa un differente approccio terapeutico”.

Quanti ricercatori lavorano a questo progetto?

Sono coinvolti due membri del team della ricerca: la dott.ssa Chiara Pozzi e un dottorando, coordinati dalla Prof.ssa Maria Rescigno; un medico nucleare, la dott.ssa Lidija Antunovic, sotto la supervisione del Prof. Arturo Chiti e un nuovo dottorando di oncologia medica.

 

Dott.ssa Rita De Sanctis, Cancer Center

Squadra di Ricerca Oncologica di Humanitas