“Ho deciso di supportare questo progetto perché ritengo che sia l’unico contesto
in cui fare una differenza di genere acquisti un senso profondo.”

Beatrice Venezi, Direttore d’orchestra

Beatrice Venezi è pianista, compositrice e Direttore d’Orchestra nata a Lucca nel 1990. Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Milano Classica e della Nuova Orchestra Scarlatti Young, è designata membro della Consulta femminile del Pontificio Consiglio per la Cultura dal Cardinale Gianfranco Ravasi per il triennio 2019-2021.

Ha diretto orchestre a livello internazionale, dal Giappone alla Bielorussia, dal Portogallo al Libano, dal Canada all’Argentina, ed è tra le poche donne al mondo ad avere ottenuto
simili risultati in questa professione, nonostante la giovane età.

Alberto Mantovani e Beatrice Venezi insieme per la Ricerca a sostegno della salute femminile

Lui dirige un team di ricercatori e il focus dei suoi studi è il sistema immunitario, composto da cellule e molecole che quando cooperano e seguono lo spartito, come una vera e propria orchestra, riproducono l’armonia della salute.

Lei dirige una squadra di bravissimi orchestrali. Quando tutti gli strumenti cooperano tra toni e semitoni, archi e flauti, affidandosi alla guida del direttore si leva alta l’armonia della musica.

Un grande scienziato, Alberto Mantovani, l’immunologo italiano più citato al mondo, e una donna Direttore d’Orchestra, Beatrice Venezi, tra le più giovani al mondo ad avere in questa professione una carriera internazionale, si uniscono in un sodalizio tra arte e scienza impegnato a promuovere la ricerca per la salute delle donne nell’ambito di PINK Union.

 PINK Union è un progetto di Fondazione Humanitas per la Ricerca che nasce da un bisogno molto sentito di una ricerca specifica in favore della salute della donna. Il progetto, che ha il simbolo del tricolore rosa, rappresenta l’impegno di medici e ricercatori per la cura delle patologie tipiche femminili. L’obiettivo è anche sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, sottoponendosi a controlli regolari, allo scopo di far comprendere quanto il fattore tempo sia fondamentale per combattere le malattie. Tra i progetti di ricerca di genere attivi in Humanitas: lo studio sul ruolo degli anticorpi nelle malattie autoimmuni e quello sulla predizione della risposta alla chemioterapia nel tumore al seno.

La ricerca di genere e le malattie autoimmuni

Le donne portano, a livello globale, l’80% del carico di sofferenza e malattia. Per due motivi, uno sociale, legato in molti Paesi alla discriminazione e al minor accesso alle cure mediche, e l’altro biologico dovuto alla stessa diversità della donna dall’uomo: da qui l’importanza di sostenere la ricerca e la medicina di genere, che si fanno carico delle differenze e dei problemi legati al sesso.

Tra le patologie che colpiscono le donne con maggiore frequenza vi sono le malattie autoimmuni, vero e proprio paradigma della medicina di genere. Solo in Italia, sono 5 mila le pazienti che soffrono di patologie autoimmuni, causate dal sistema immunitario che in alcuni casi aggredisce l’organismo anziché difenderlo. In generale il sistema immunitario femminile è più incline ad auto-aggredirsi, verosimilmente in parte perché la possibilità di gravidanza richiede al sesso femminile dei meccanismi più sofisticati di regolazione dell’immunità. Conoscere sempre più e meglio il funzionamento del sistema immunitario appare dunque cruciale, perché permette di comprendere e cercare di risolvere problemi che valgono, oltre che per le donne, anche per gli uomini. Il sistema immunitario è infatti alla base delle malattie più diffuse del nostro tempo, anche molto diverse tra loro: da quelle cardiovascolari ai tumori, da quelle autoimmuni a quelle neurodegenerative.

“Il sistema immunitario è come una grande orchestra di cui non conosciamo ancora tutti gli orchestrali e tutti gli strumenti che vengono suonati. – spiega Albero Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas e Presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca. – Identificare alcuni orchestrali e strumenti ha consentito, per esempio, di sviluppare nuove terapie contro le malattie autoimmuni e infiammatorie. In Humanitas siamo impegnati in diversi progetti di Ricerca nel campo dell’Immunologia e della sua applicazione alle malattie: da quelle autoimmuni e infiammatorie (per esempio dell’intestino, dei polmoni, della pelle), al cancro e alle malattie cardiovascolari”.

“Ho deciso di aderire a questa campagna di sensibilizzazione perché molto coerente con la mia visione della tematica femminile. – spiega il Direttore D’Orchestra, Beatrice Venezi. Attraverso la mia attività di tutti i giorni promuovo un’idea del ruolo della donna che possa superare i pregiudizi e opporsi alla discriminazione di genere. Ho deciso di supportare questo progetto perché ritengo che sia l’unico contesto in cui fare una differenza di genere acquisti un senso profondo, ricordando anche che queste tematiche riguardano non solo la donna come individuo ma la donna nel suo contesto di coppia e di famiglia. Sono felice di sostenere una raccolta fondi concreta e finalizzata alla ricerca svolta da Humanitas con qualità, ai massimi livelli di eccellenza e anche attraverso il sostegno ai giovani talenti italiani. Ho trovato tanti punti di contatto con l’approccio al lavoro del prof. Mantovani e rispetto alla sua volontà di rendere delle tematiche difficili, meno note o percepite come distanti un messaggio accessibile a tutti.”

Venezi e Mantovani: il sodalizio

Due mondi all’apparenza distanti, quello dell’immunologo che descrive il sistema immunitario come una straordinaria orchestra di cui non si conoscono ancora tutti gli orchestrali, e quello del celebre Maestro, ma con numerosi punti di contatto:

  • il focus sulla figura della donna e sulle sue specificità
  • l’importanza del gioco di squadra e della condivisione di un obiettivo comune, una visione (nell’orchestra e nel team di ricerca) guidata da una figura che promuova e sappia riconoscere il contributo dei singoli nell’ottenimento dei risultati.
  • la necessità di dare supporto al talento e di offrire opportunità ai giovani in Italia.
  • l’importanza nel lavoro dell’intuizione, una sorta di momento magico rivelatore che viene però solo dopo tanto studio e rigore.
  • l’approccio umano al lavoro.

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